Un film di David Frankel, Tom Hanks, David Leland, Richard Loncraine, David Nutter, Phil Alden Robinson, Mikael Salomon, Tony To. Con Kirk Acevedo, David Schwimmer, Jimmy Fallon, Damian Lewis, Ron Livingston.Formato Serie TV, Titolo originale Band of Brothers. Drammatico, durata 603 min. , numero episodi: 10. - USA 2001.
Tratta dal best-seller omonimo di Stephen Ambrose, ideale spin-off del film Salvate il soldato Ryan (1998), ecco la serie che potrebbe sancire il sorpasso della fiction televisiva d’autore su quella cinematografica, nonché delle reti televisive via cavo (HBO) su quelle generaliste. E altresì di Spielberg su Spielberg stesso, visto che il cineasta firma da produttore esecutivo insieme a Tom Hanks. Partendo dal rigoroso addestramento nella Georgia del 1942, il racconto si concentra sull’unità “Easy Company”, il 506°reggimento della leggendaria 101° Divisione aviotrasportata destinata a paracadutarsi in Francia nel 1944 per preparare il campo alle forze di terra. Nel diario degli avvenimenti, la “Easy” combatte in Olanda e in Belgio (tra Bastogne e Bulge), guida il contrattacco sulle Ardenne e riesce a espugnare l’impenetrabile “Nido delle aquile” di Hitler a Berchtesgaden, nel 1945. Fanno parte del platoon: il tenente Richard Winters (interpretato dall’inglese Damian Lewis), che succede all’autoritario tenente Herbert Sobel (David Schwimmer) dopo l’ammutinamento di sei sergenti; il tenente Lewis Nixon (Ron Livingston); il tenente C. Carwood Lipton (Donnie Wahlberg), il sergente “feticista” di pistole “Luger” Donald Malarkey (Scott Grimes), il sergente Bill Guarnere (Frank John Hughes), il tenente Ronald Speirs (Matthew Settle), l’ufficiale medico Eugene Roe (Shane Taylor), il masticatore di sigari Denver “Bull” Randleman (Michael Cudlitz), David Kenyon Webster (Eion Bailey), il quale viene ferito in Olanda; il tenente Hank Jones (Colin Hanks), fresco di West Point; il sergente Joe Toye (Kirk Acevedo), che perde una gamba; il gracile Joseph Liebgott (Ross McCall), uno dei pochi ebrei della compagnia. Amargine delle loro imprese, si aggiungono il colonnello Sink (Dale Dye) e l’incompetente comandante Norman Dike (Peter O’Mears). Costata 120 milioni di dollari, la serie si è aggiudicata, tra i molti riconoscimenti, 6 Emmy Awards (tra cui miglior cast e regia), un Golden Globe e un Peabody Award. Tom Hanks dirige il quinto episodio; Gary Goetzman, Tony To e lo stesso Ambrose – scomparso il 13 ottobre 2002 – firmano da coproduttori esecutivi. Ogni appuntamento si avvale delle testimonianze dei veterani della “Easy”, mentre le loro controfigure di fiction esclamano che “la paura in guerra è distruttiva e contagiosa”. Quasi tutti gli attori principali sono stati scelti per la loro somiglianza fisica con i personaggi che dovevano interpretare. Qualche numero sulla serie: 2000 figuranti, 500 personaggi parlanti, 700 armi autentiche e 400 di scena, 2000 uniformi americane e tedesche, 1200 costumi civili (originali dell’epoca), una media di 14000 munizioni al giorno. L’aerodromo di Hatfield nell’Hertfordshire, già utilizzato per alcune riprese di Salvate il soldato Ryan, è diventato il quartier generale del telefilm: qui, su una superficie di 1000 acri all’aperto a 30 chilometri da Londra, sono stati allestiti villaggi belgi e francesi. La ricostruzione aerea del DDay è semplicemente da videoteca e non ha nulla da invidiare allo sbarco sull’Omaha Beach di Salvate il soldato Ryan; rispetto al film del 1998, il serial denota maggior respiro e personaggi più delineati, permettendosi variazioni di stile e di ritmo più coraggiose. Memorabile, in tal senso, la puntata intitolata Bastogne, in cui la Easy è in avanscoperta nella foresta innevata intorno alla cittadina belga del titolo: in un clima surreale e ovattato, il racconto procede in soggettiva sul volto del dottor Roe, il quale cerca disperatamente di racimolare bende, morfina e altri medicinali d’emergenza; alla fine giunge in una stazione di soccorso improvvisata tra le macerie di una chiesa e conosce l’infermiera belga Renée (Lucie Jeanne), la quale, dopo che le muore l’ennesimo soldato tra le braccia si sfoga: “non ce la faccio più, non voglio più curare feriti, preferisco lavorare in una macelleria. Non è un dono di Dio, altrimenti non sarebbe così doloroso”; l’ultima frase prima di cadere vittima di un bombardamento sotto le macerie. Il titolo della serie e del libro di Ambrose – uscito in Italia con il titolo “Banda di fratelli” (Longanesi) – s’ispira a una frase dell’Enrico V di William Shakespeare: “We few, we happy few, we band of brothers” (atto 4, scena 3).
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